Chi sarò
Film che ricordo

Siamo nati col cinema e quindi i film appartengono alla nostra cultura, non solo; i film ci emozionano e quindi sollecitano saperi caldi perciò li ricordiamo di più di tante cose lette o studiate.
Come classificare i film ? un bel problema! Ho chiesto a Mac, il mio cane; quando ho un problema esistenziale chiedo al filo d’erba; quando ho un problema di comunicazione chiedo a Mac.
Secondo lui i film si possono classificare in tre categorie: i film che piacciono, i film belli e i film utili o interessanti. All’inizio mi è sembrata un’idea geniale, ma poi gli ho chiesto di farmi degli esempi e qui sono nate un po’ di contraddizioni. Lui dice che i film utili o interessanti sono quelli che finiscono presto (così lo porto prima fuori a fare la pipì) – cioè in fondo rispondono ad un nostro bisogno- e fin qui si può anche capire; poi dice che i film che gli piacciono sono quelli dove ci sono cani che abbaiano … - cioè proiezione identificatoria - e anche questo lo posso capire; poi gli ho chiesto: ma i film belli per te quali sono? e mi ha dato una risposta un po’ furbetta: sono quelli che o finiscono presto oppure quelli dove ci sono cani che abbaiano!
Ad ogni modo ho preso per buona la sua classificazione, l’unico confine che mi sono dato è di elencarne solo tre per ciascuna categoria perché a volte parlare di film è come parlare di calcio nel senso che ci sono i tifosi o il pubblico e i critici e tutti indistintamente fanno la parte degli altri.

I Film che mi piacciono
(prima il piacere e poi il dovere)

Voglio fare subito un’affermazione azzardata; i due film che amo di più e che quindi considero i più belli sono: “Giù la testa” e “C’era una volta il west” entrambi di Sergio Leone (ovviamente il mio regista preferito).
Perché? Diciamo subito che sono due film realizzati da Leone in modo veloce, uno di seguito all’altro, anzi diciamo di più, prendiamo le parole del critico Alberto Cassani:
“Ben diverso dalle ambientazioni e dalle atmosfere della 'trilogia del dollaro', "C'era una volta il west" è nato dalla volontà di Sergio Leone di dirigere "C'era una volta in America": pur di ottenere i soldi necessari per realizzare quel progetto, Leone accettò la richiesta della United Artists di girare prima un altro western”. Poi in realtà ne ha girati altri due !
La cosa che ho subito colto in questi due film è stata una questione di contenuti: “Giù la testa” è un film sull’amicizia, sulla coppia e “C’era una volta il west” è un film sul gruppo.

Giù la testa (1971)
Giù la testa“Giù la testa”, il mio preferito, la storia: Juan Miranda (Rod Steiger), un bandito messicano, si che si mette in combutta con l'irlandese Mallory (ex terrorista dell'Ira) per svaligiare una banca. Ma si trova coinvolto nella rivoluzione. La sua famiglia ne esce massacrata, lui viene salvato in extremis proprio da Mallory. In realtà, Miranda non è per nulla convertito agli ideali rivoluzionari. Eppure si ritrova ancora a fianco dell'irlandese per affrontare le truppe regolari.
“Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito. Poi, dietro questo spettacolo, si può suggerire tutto quello che si vuole: attualità, politica, critica sociale, ideologia. Ma bisogna farlo senza imporre, senza prevaricare, senza obbligare la gente a subire. C’è lo spettacolo e poi, in seconda battuta, se uno vuole può anche trovare la riflessione. E’ molto più onesto lavorare così, presentando ad esempio la politica in questo modo, che non pretendere di dire la verità a tutti i costi. E’ proprio quando si crede di dire la verità (e quindi di rappresentare oggettivamente la realtà) che si dicono le più grandi bugie. Ci sono film diretti da registi di sinistra che sono dei veri e propri apologhi reazionari, e viceversa. Insomma il cinema è fantasia, e questa fantasia, per essere veramente completa, deve avere uno spessore”.
(Sergio Leone)
Ad un certo punto dice Miranda:
Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore non parlarmi di rivoluzione! Io so benissimo cosa sono e come cominciano: c’è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: "Oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto. Io so quello che dico ci sono cresciuto in mezzo alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: - qui ci vuole un cambiamento! – e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore non parlarmi più di rivoluzione… E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente! Tutto torna come prima”.
I due protagonisti si incontrano per caso, si trovano simpatici, diventano amici e si cambiano reciprocamente. La coppia, diciamo noi, è per sempre; le vicissitudini cui vanno incontro paradossalmente rafforzano l’amicizia. C’è un altro tema che mi ha toccato molto (allora, nel 1971 molto attuale): come l’appartenenza ad una ideologia politica possa essere così forte al punto da uccidere un amico. L’amicizia deve fare i conti anche col tradimento, ma ci insegna il film, è sufficiente giudica una volta sola, anzi forse è anche troppo!
Io amo questo film perché è stato criticato aspramente e in modo sciocco e superficiale e bandito dalle programmazioni per oltre vent’anni.

C'era una volta il west (1968)
Giù la testawestC'era una volta il west (1968) è un film sul gruppo; sono certo che questa idea non è venuta in mente né a Leone né a nessun critico. Eppure siamo di fronte alla descrizione di come può nascere un gruppo senza che vi sia consapevolezza; un gruppo quasi virtuale (sono solo tre), un gruppo appena abbozzato.
I tre protagonisti, Armonica (Charles Bronson), Cheyenne (Jason Robards) e Jill (Claudia Cardinale), si incontrano casualmente, ognuno ha un obiettivo e una motivazione ben specifica, ma si trovano a collaborare; come dire ? fanno un pezzo di strada insieme, ciascuno ha i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza, si costituiscono riconoscendo le loro diversità e in questo modo affrontano e vincono ciascuno la propria sfida (il benessere).
E’ interessante come vi siano, in abbozzo molte caratteristiche di un gruppo: vi è una struttura di comunicazione essenziale, gran parte dei messaggi significativi vengono trasmessi con gli occhi (è come se fossero in cerchio), non compaiono gli assunti di base di Bion (la presenza di tali assunti sposta il gruppo su una dimensione di branco o di banda) e cioè: attacco e fuga, accoppiamento, dipendenza; siamo di fronte al gruppo allo stato nascente; e come tutti i gruppi che sono sempre di transizione (mentre la coppia è per sempre), una volta raggiunto lo scopo, ci si lascia consapevoli che non ha più senso rivedersi.
Il film potrebbe finire come spesso finiscono gli stage LARA, i ragazzi dicono: non piangiamo perché ci lasciamo, sorridiamo perché ci siamo incontrati.
Il fatto che tutto ciò (cioè la descrizione di come nasce un gruppo) avvenga casualmente, senza intenzionalità, rende ancora più sorprendente questa interpretazione.
Un’ultima annotazione; nel finale del film si intravede, quasi in filigrana, un messaggio nascosto (come facevano gli artisti rinascimentali): dopo l’epopea del Western, dopo la conquista del West, l’unica speranza per costruire società nuova risiede nel moltiplicare i gruppi; perché i gruppi, diceva K. Lewin, il teorico del gruppo, sono il miglior antidoto alle tentazioni autoritarie della democrazia!
westHo fatto anche un piccolo montaggio con “Giù la testa” e “C’era una volta il west” creando un DVD che cerca di mostrare la coppia e il gruppo, inserendo solo alcune note scritte, il risultato non è granché, mi è venuto un po’ lungo (circa 75 minuti) , e ... pazienza!!

C’è un altro bel film che mi è piaciuto sul gruppo, (Gli intoccabili, 1987, un film di Brian De Palma con Sean Connery, Robert De Niro, Kevin Costner, Andy Garcia) in questo caso però si tratta di un gruppo di lavoro, il gruppo si costituisce su un obiettivo, con ruoli ben definiti, ed è la solita lotta del bene contro il male (Al Capone), il merito sta nelle sue radici storiche.

Star Trek
Star TrekStar Trek è una saga fantascientifica che ha avuto inizio nel 1966 con una serie televisiva ideata da Gene Roddenberry, divenuta in seguito tra le più famose nella storia della televisione. Al successo, in larga parte postumo, della prima serie sono derivate altre cinque serie televisive (di cui una a cartoni animati) e dieci pellicole cinematografiche nel corso di quarant'anni (l'undicesima è prevista nel 2009).
Star Trek è un mio grande amore da cui ho imparato tanto, ma non ritengo opportuno soffermarmi molto in questa sede, avrei troppe cose da dire e come nel famoso teorema di Fermat (1637):
"Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema,
che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina”.

(Su questa frase, i matematici si sono arrovellati per oltre tre secoli, solo nel 1994, dopo 7 anni di dedizione completa al problema, e dopo un falso allarme nel 1993, Andrew Wiles è riuscito trovare la dimostrazione).

I Film Belli
(Per non avere né rimpianti né rimorsi)

Ma passiamo ad un capolavoro, c’è chi parla di uno dei dieci film più belli della storia del cinema:

L'arpa birmanaL'arpa birmana 1956 (Biruma no tategoto) di Kon Ichikawa.
Un breve sunto:
“Birmania nel 1945, alla fine della guerra, il soldato giapponese Mizushima rifiuta il rimpatrio, diventa prete buddista e percorre il paese a seppellire i compagni caduti. Sceneggiato da Natto Wada da un romanzo di Michio Takeyama, è un poema lirico il cui pacifismo affonda le sue radici nella coscienza religiosa dell'uomo e in un sentimento panteistico. Qua e là prolisso nella solenne lentezza del suo ritmo largo, quando affronta senza mediazioni né patetiche né estetizzanti i suoi temi di fondo raggiunge momenti di dolorosa e maestosa bellezza. Gli fa da collante, per esprimerne la dimensione mistica, la musica di Akira Ifukube che qui diventa veramente “religione” cioè collegamento: tra l'uomo e il mistero, tra uomo e uomo, amico o nemico. Premio San Giorgio alla Mostra di Venezia 1956 quando non fu assegnato il Leone d'oro. Rifatto, e presentato a Venezia, dallo stesso regista nel 1984”.
E’ un film difficile, bianco e nero, lento, difficilissimo da reggere fino alla fine.
Il film tocca corde ancestrali che rimandano ai primi passi degli ominidi, ancora prima del sapiens sapiens: la questione della sepoltura dei morti; forse il primo rito o la prima liturgia (mi vengono in mente gli scritti di Confucio), forse il motivo per cui abbiamo dovuto espandere il cervello ed acquisire una abilità simbolica.

west2001: Odissea nello spazio
Stanley Kubrick – 1968
L'arpa birmana“Da qualche parte intorno all'Equatore, in quella che un giorno sarà chiamata Africa, un gruppo di uomini-scimmia sopravvive come può, cibandosi di piante.
Ogni tanto c'è qualche scontro "verbale" con gli appartenenti di un altro gruppo.
Ogni tanto qualcuno viene ucciso da un ghepardo.
Un giorno un misterioso monolito nero appare tra le rocce.Uno degli uomini-scimmia, giocando con delle ossa, scopre di essere in grado di usarle per colpire….”
west“2001: Odissea nello spazio” è, come tutti i film di Kubrick, un film sulla violenza, il regista è andato a vedere dove nasce e come si manifesta la violenza in tutti gli angoli e gli anfratti, quindi non solo nella tecnologia, come nel nostro film, ma nell’adolescenza (Arancia meccanica -1971), nella nobiltà (Barry Lyndon - 1975), nella paura e\o solitudine (Shining - 1980), nell’esercito (Full Metal Jacket -1987) e anche nell’amore (Eyes Wide Shut -1999).
Ciò che mi ha colpito in questo film è il collegamento fra la scoperta degli ominidi dell’uso dell’osso (come possibile arma) e il computer, entrambi fanno parte, in termini evoluzionistici, della stessa recente scoperta; così come i graffiti rupestri si sono poi evoluti nel PowerPoint.

Le vite degli altri
è un film di Florian Henckel von Donnersmarck del 2006.
Premio Oscar come Miglior film in lingua straniera nel 2007. Il dramma, che si confronta con la storia della DDR e indaga lo scenario culturale della Berlino Est controllata dalle spie della Stasi (Ministero per la Sicurezza dello Stato, temuto organo di sicurezza e spionaggio), è il lungometraggio di debutto del regista e sceneggiatore Florian Henckel von Donnersmarck.
Le vite degli altri secondo me deve molto a Kitchen stories (2003 regia di Bent Hamer Norvegia/Svezia) dove l’osservatore cambia più dell’osservato (vedere nella sezione Chi sarò, l’articolo Socializzazione, formazione e disagio giovanile).

I Film utili o interessanti
(della serie “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”)

westLa tigre e il dragone, USA 2000.
(Crouching Tiger, Hidden Dragon) (Dragone nascosto dalla tigre accoccolante; dove la tigre è il Tao e il dragone è il confucianesimo). Un film di Ang Lee. Con Chang Chen, Zhang Ziyi, Michelle Yeoh, Lang Sihung, Cheng Pei Pei. Genere Avventura, colore 119 minuti. - Produzione Taiwan.
Il 4° dei cinque volumi di un romanzo-fiume di Wang Du Lu, pubblicato nel primo '900, imperniato su un'antica spada (Destino Verde), è fondato sui principi mistici del Tao e su quelli pratici di Confucio (Morandini). Questo film ci propone con un’ispirazione mitologica e poetica una riflessione sul taoismo e il confucianesimo, lo stesso problema che affronta Anne Cheng nei due volumi sulla “Storia del pensiero cinese” (2000), la lotta perenne fra il principio taoista e la regola confuciana.
Stopria del pensiero cineseIl film mi ha ispirato un piccolo gioco che ho proposto spesso ad alcuni amici: La campagna elettorale dei Taoisti e dei Confuciani.
Come funziona? Si spiega in due parole cos’è il Tao (l’intuizione, la via che hai dentro, la soggettività) e il suo opposto che è Confucio (la regola, il rito e la liturgia, l’oggettività). Si fa una piccola campagna elettorale fra i presenti dove vi possono essere solo due tipi di partiti o quelli taoisti o quelli confuciani, ognuno deve presentare un suo programma elettorale e costruire consenso ed alleanze fra i presenti; dopo un po’ vi saranno verosimilmente due partiti: il taoista e i confuciani. Alla fine si vota e vincono quasi sempre i confuciani direi…perdefinizione, provate per credere! In fondo questa è la storia del mondo... sia orientale, come ci spiega Anne Chang, sia occidentale.

westQualcosa è cambiato, USA 1997
Un film di James L. Brooks. Con Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear, Cuba Gooding Jr., Harold Ramis. Genere Commedia, colore 138 minuti, produzione TriStar Pictures / Gracie Films.
Grande film, peccato che uscì l’anno del “Titanic” a cui andarono quasi tutti gli Oscar e il nostro film si dovette accontentare di soli due Oscar. westE’ una bellissima sintesi della “Pragmatica della comunicazione umana” (vedi scheda sui libri), non a caso “Nicholson istrioneggia in modo ammirevole o irritante, secondo i gusti, e non si fa rubare la scena nemmeno da un bravissimo cagnetto dagli occhi umani” (Morandini).
Spiegazione: il miglior modo per capire la pragmatica della comunicazione è accudire a un cane.
Anche in questo caso un film che tratta di argomenti molto delicati con ilarità ed ironia. La battuta migliore quando Nicholson deve fare le presentazioni dei suoi due compagni di viaggio: “Ti presento Carol la cameriera e Simon la checca”.

Zelig, 1983 Regia: Woody Allen
Inserisco Zelig qui perché il bello non può essere solo triste (e lo faccio a malincuore perché avrei voluto inserire almeno un film di Bergman). A mio modo di vedere Zelig è un capolavoro e continuo a vederlo senza stancarmi.
Inoltre Zelig mi ha fatto scoprire “La sindrome dei ragazzi della Paal” (vedere sezione “Invenzioni, intuizioni) cioè quanto sia forte e motivante per tutti noi il bisogno di farsi accettare dagli altri.