Un paio di premesse
Il maestro taoista dice:
"Se vuoi sapere del futuro guarda dietro le tue spalle,
se vuoi capire il tuo passato guarda di fronte a te".
La prima volta che la lessi rimasi un po' interdetto, poi piano piano ho capito quanto sia incredibilmente vera!
Questo è il senso che comunque do alla frase "Chi sarò".
Più azzardato e forse più complesso è invece il discorso dei maestri. Chiarisco subito che non sono dei "Guru" per me, non sono necessariamente "maestri di vita" o modelli di riferimento.
Semplicemente qui cito quelle persone che ho avuto la fortuna di incontrare e che hanno inciso nelle mie scelte; cioè dal rapporto con loro ho cambiato delle cose nella mia vita, sia schemi di pensiero sia impegno sociale e professionale.
Ne cito alcuni e non è sicuramente un elenco esaustivo; ho avuto la fortuna di incontrare sempre persone che mi hanno dato molto.
Non li cito in ordine di importanza (anche perché non saprei farlo) ma con un sorta di ordine cronologico.
Dunque considero miei maestri:
Don Sergio Sala, Riccardo Lombardi, Franco Frabboni, Enzo Spaltro, Guido Contessa e Margherita Sberna.

Don Sergio Sala:
un prete, un prete della mia giovinezza; mi ha fatto capire il valore dell'impegno nel sociale e nella politica. "Bisogna impegnarsi e bisogna mettercela tutta".

Riccardo Lombardi:
un punto di riferimento per il mio ingresso in politica; stile asciutto ed essenziale, mi ha fatto capire quanto è importante la politica.

Franco Frabboni:
mi ha fatto scoprire la pedagogia e da lui ho capito quanto è importante la struttura.

Enzo Spaltro :
il mio maestro per eccellenza, per il suo stile di vita.
Da lui ho capito tante cose, il mio amore per i gruppi e per la teoria del benessere.
Guido Contessa e Margherita Sberna dell'ARIPS:
(considero Guido e Margherita come un unico incontro, anche se ciascuno di loro mi ha dato cose specifiche): da loro ho imparato molto sulla progettazione sociale, sulla strategia delle connessioni, sui gruppi.

I maestri Zen: da loro, dai loro scritti ho imparato che quando cammino devo camminare, che quando mangio devo mangiare, che quando dormo devo dormire. cioè che bisogna stare dentro le cose "qui ed ora".
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